December 9, 2019
Viaggio in Giappone - Tokyo.

Diario di Viaggio del Videogiocatore Nerd: il Giappone

  • By Andrea "ZexionPonty92"
  • Novembre 7, 2017
  • Diario
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Ecco perché bisogna andare in Giappone almeno una volta nella vita

Il Giappone da qualsiasi appassionato di videogames, tecnologia, manga e anime è visto come la Terra Promessa, il sacro luogo dove ogni desiderio a tema nerd può esaudirsi.

Lo scorso settembre ho avuto la grande occasione di partecipare a un viaggio di gruppo nella terra del Sol levante proprio con l’intento di esplorare da vicino queste tematiche.

Voglio quindi raccontarvi la mia esperienza e portarvi qualche curiosità da quel mondo.

Day 1: Atterraggio e prime esplorazioni

Dopo 15 ore di aereo, con un cambio a Dubai, verso le 17 ora locale atterro finalmente al Narita International Airport, a circa un’oretta di distanza da Tokyo.

Dopo le pratiche doganali e il recupero di una sim prepagata, una guida attendeva il nostro gruppo su un autobus privato per portarci in hotel (Villa Fontaine, quartiere di Shiodoime per i più curiosi).




Durante il tragitto, ho potuto ammirare per la prima volta il maestoso skyline di Tokyo, con i suoi grattaceli, alcuni dalle forme più improbabili, che riflettono le proprie luci nelle acque della baia.

Dopo la sistemazione in camera siamo subito partiti per esplorare il quartiere in autonomia, approfittandone per mangiare qualcosa. La prima cosa che mi ha colpito è stata la pulizia, l’ordine e la mancanza di caoticità in una città grande come lo è Tokyo (ed era orario di punta, le persone tornavano a casa).

Sushi in Giappone

Sushiiii <3

Il quartiere di Shiodoime è piuttosto attivo di sera, non è stato difficile trovare un bel locale dove mangiare (ovviamente prima sera sushi, che supera di gran lunga quello a cui siamo abituati noi italiani).

Al ritorno in albergo ho voluto fare zapping sulla tv giapponese: per descrivere quello che ho visto servirebbero anni di terapia.

Day 2: Classic Japan

Il secondo giorno, sempre con l’accompagnamento di una guida, ho potuto visitare i luoghi più caratteristici di Tokyo.

L'entrata del Santuario Meiji.

L’entrata del Santuario Meiji.

La prima tappa è stata il Santuario Meiji: un tempio shintoista circondato da un bosco sacro proprio nel cuore della città.

Lo shintoismo, che si rifà al concetto di animismo, prevede l’adorazione dei kami, ovvero spiriti naturali, e può essere praticato dai credenti di qualsiasi religione, dato che non ha profeti, dogmi o divinità ben definite.

Al santuario ho potuto provare la famosa cerimonia di purificazione tramite acqua e lasciare un Ema (tavoletta di legno caratteristica) davanti all’albero sacro del tempio con un messaggio o una preghiera per i kami.

Lasciato il santuario, ho potuto attraversare Takeshita Street, una famosa via di Tokyo molto caratteristica piena di negozietti, boutique e ricca di street food.

Foto del Tempio di Senso-ji.

Corpo principale del Tempio di Senso-ji.

La tappa successiva è stata il quartiere/tempio buddista di Senso-ji: luogo sempre stracolmo di fedeli, ragion per cui intorno alla struttura si sono stabilite tantissime bancarelle e altrettanti negozietti, trasformando il tempio in un quartiere a sé stante a tutti gli effetti.

Per ultimo ho potuto vedere dall’esterno il palazzo e i giardini circostanti dell’imperatore (molto più sobrio di quello che ci si potrebbe aspettare).

E pensate che l’imperatore in Giappone ha gli stessi poteri che ha la monarchia inglese!

Foto di una Cena Yakiniku.

Cena Yakiniku.

La sera dopo aver visitato il quartiere di Ginza, abbiamo mangiato una cena Yakiniku in un locale tipico dove ognuno cuoce nella piastra al centro del tavolo le fettine di carne che vengono portate al tavolo crude.

Day 3: Shibuya e Odaiba

Il cuore di Shibuya - foto del quartiere.

Il cuore di Shibuya.

Il terzo giorno abbiamo esplorato autonomamente Shibuya, quartiere centrale di Tokyo dove si trova il famoso incrocio percorso ogni giorno da migliaia di persone che si vede spesso nei film e nelle serie tv.

Nella piazza centrale di Shibuya ho potuto vedere la statua di Hachiko, il famoso cagnolino (dal quale hanno tratto anche un film) che era rimasto fuori dalla stazione aspettando il suo padrone fino ai suoi ultimi momenti.

Foto di Gundam a dimensioni reali.

Gundam a dimensioni reali: only in Japan

La sera ci aspettava una crociera nella baia di Tokyo a bordo della Jincoo Cruise, un’imbarcazione che sembra uscita dritta da un anime futuristico.

Una volta sbarcati, nel quartiere di Odaiba, abbiamo raggiunto il centro commerciale che ospita la statua in scala 1:1 di un Gundam, con tanto di neon e parti mobili.

Day 4: Tokyo Game Show

Ho già descritto la mia giornata al Tokyo Game Show 2017 nel mio precedente articolo. Se vuoi saperne di più lo puoi trovare qua: Tokyo Game Show 2017: Novità e Impressioni sulla Fiera.

Day 5: Akihabara Madness

Il quinto giorno è stato interamente dedicato all’esplorazione di Akihabara, il quartiere elettronico che racchiude la più alta concentrazione di negozi “nerd”.

Dai manga ai videogiochi, dalle statue alle magliette, se qualcosa non si trova qui allora non esiste ancora.

Foto della strada principale di Akihabara.

La strada principale di Akihabara.

I negozi che più mi hanno colpito sono stati il Liberty Akihabara Shop (8 piani di statue, action figure e accessori), il Kotobukiya Store (con un piano intero dedicato a Persona 5), l’Akihabara Culture Zone (un negozio con all’interno negozi più piccoli divisi solo da scaffali traboccanti di manga e accessori) ed il Super Potato (negozio dedicato unicamente al retrogaming con console e videogiochi davvero in ottime condizioni).

Sono poi stato in una delle più grandi sale giochi esistenti, quella di Sega, dove all’ultimo piano ho potuto provare un’esperienza arcade in totale VR a tema spaziale, con casco, cuffie e arma di plastica e un’intera stanza dove potermi muovere liberamente.

Videogioco e Realtà Virtuale a Tokyo

L’immersione definitiva nel videogioco

Questa esperienza in realtà virtuale è stata decisamente appagante, sia per la sua realizzazione tecnica, sia per l’immersione nel mondo di gioco.

Fare passi effettivi per muoversi nel videogame (che comunque per forza di cose aveva spazi molto piccoli) e dover mirare invece che con il pad con l’arma a sensori viene molto naturale e trasmette un’immersione nel mondo virtuale che supera di molto quella con il solo visore a cui siamo abituati.

Prima di lasciare Akihabara non potevo non entrare in un Maid Cafè, tipico localino dove si viene serviti e intrattenuti da belle e simpatiche ragazze vestite con il caratteristico abito da cameriera, un’esperienza assolutamente “KAWAII” (nessuna foto disponibile purtroppo, vietatissimo farne, sarebbe più semplice scattarle ai piani segreti della Morte Nera).

Il “Loot” della giornata ad Akihabara 😉

La sera ho avuto la possibilità di vedere due dei vicoli più vecchi di Tokyo conosciuti come Golden Gai.

Anticamente sotto il controllo serrato della Yakuza, queste vie ospitano dei piccolissimi (non esagero 3-4 posti a sedere al massimo) bar che vendono gli alcolici più disparati, restituendo un’atmosfera davvero unica.

In questa sera io e un paio di ragazzi abbiamo perso l’ultimo treno della metro, siamo stati obbligati a prendere un taxi (costosissimi a Tokyo).

Day 6: Destination Osaka

Foto dall'esterno del castello di Osaka.

Le porte del castello di Osaka.

La sveglia è suonata presto la mattina del sesto giorno per poter prendere lo Shinkansen, il “treno proiettile” capace di toccare i 320 km/h, per raggiungere Osaka.

Una volta a destinazione, dopo la sistemazione nel nuovo albergo, abbiamo subito cominciato l’esplorazione.

Nel pomeriggio ho raggiunto il castello di Osaka, simbolo della località, situato all’interno dello spazio verde più grande della città, circondato da alberi di ciliegio (che non erano in fiore purtroppo).

Sushi di balena - foto.

Sushi di balena!!

La tappa serale è stata il quartiere di Dotonbori, noto per il cibo e la vita notturna.

Lì ho cenato in un locale di sushi, dove tra i piatti più particolari ho potuto provare il sushi con il famoso granchio di Osaka e addirittura quello di balena (veramente molto particolare).

Day 7: Nipponbashi e triste ritorno

La mattina e il pomeriggio dell’ultimo giorno li ho passati a Nipponbashi, la versione di Osaka del quartiere “nerd” di Akihabara a Tokyo.




Il tempo è volato in fretta, dato che dopo gli ultimi acquisti e l’ultimo assaggio di Giappone, era già ora di dirigersi verso l’aeroporto per tornare a casa.

Che considerazioni fare su questo viaggio?

Beh, di solito quando si è all’estero non si vede l’ora di tornare in Italia, ma non stavolta, non per me.

Dal cibo alle usanze mi è veramente piaciuto ogni aspetto del Giappone, un luogo unico che fonde tradizione e innovazione (e lo fa in un modo che a pensarlo sembra impossibile).

Io già non vedo l’ora di poterci tornare e vedere dell’altro.



Giappone: ecco alcune curiosità che (forse) non conosci

 

Foto Mario Kart in strada reale.

Solo una tipica giornata in Giappone.

• In Giappone, esattamente come nel Regno Unito, il senso dei veicoli è a sinistra.

• L’Iva giapponese è all’8%, che tradotto vuol dire che in media tutto costa molto meno che da noi.

• I giapponesi sono ignorantissimi in inglese, o trovi un giovane che l’ha studiato a scuola o ti improvvisi mimo.

• Non esistono le piste ciclabili, le biciclette vanno sui marciapiedi zigzagando tra la folla.

• In qualsiasi ristorante o locale l’acqua o il the verde vengono sempre offerti in gran quantità e non si paga il coperto.

• Esistono cat, dog e howl cafè, dove puoi rilassarti in un locale dove si muovono liberi rispettivamente gatti, cani e gufi.

Piano Hot - Foto.

Cose interessanti al 7° piano!

• 1 Euro = 133 Yen circa. Esistono banconote da 1000, 2000, 5000, e 10.000, tuttavia nessuno vede più banconote da 2000 da almeno una ventina di anni, nonostante non siano fuori corso.

• In Giappone i cestini dei rifiuti sono rarissimi, in tutto il viaggio ne avrò visti 3 per le strade, eppure non ho mai visto città più pulite.

• Esistono piani interi di alcuni negozi pieni di manga, anime e film per adulti, con tanto di schermo che ne fa vedere alcuni a volume alto.

• Nelle sale giochi giapponesi puoi sfidare in lan avversari anche su più cabinati contemporaneamente.

Spero che questo articolo vi sia piaciuto, se avete domande potete scrivere un commento qui sotto o nella nostra Pagina Facebook.

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Blogger part-time per Onikiri.it, collaboratore del canale Twitch dei LazyBitGaming e sognatore full-time. Gamer fin da quando ha memoria, ha iniziato dalla PSX passando per quasi ogni genere videoludico. Sempre alla ricerca di nuove storie in cui immedesimarsi e nuove esperienze da vivere. I suoi due punti saldi sono Kingdom Hearts e Metal Gear Solid.

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