October 20, 2019
Immagine nostalgia sui videogiochi.

Quali sono i fatti che hanno cambiato per sempre il Mondo dei Videogiochi

Il mondo dei videogiochi è in divenire e contribuisce, grazie al suo sviluppo, a dare emozioni ai videogiocatori, tra hype e delusione, gioia e rabbia.

Ripensando a come si videogiocava 20 anni fa e soprattutto ai titoli degli anni 90, può scappare un sorriso se si confrontano quei titoli con quelli di oggi.

La tecnologia ha compiuto dei passi da gigante in un tempo relativamente molto breve.

Mi capita spesso di compiere dei viaggi mentali nostalgici verso il passato.

Quando lo faccio ripenso a tante cose, a quanto mi sembravano incredibili e divertenti i primi giochi sui quali misi mano, a quante arrabbiature col 56k che si disconnetteva quando mio nonno usava il telefono, al mio primo meeting di un gioco online.

Dietro a ognuno di questi ricordi si nascondono delle piccole o grandi rivoluzioni tecniche.

La perfetta postazione da gaming.

Possono essere individuate con lo studio della storia dei videogiochi, ma anche ripensando e ragionando sui nostri videogame di quei tempi.

È una cosa sulla quale mi capita di riflettere.

Lo farò anche oggi per andare a vedere insieme 5 fatti che in qualche modo hanno portato il mondo videoludico verso quello che è l’attuale presente.

Iniziamo!

I Videogiochi diventarono popolari

Immagine del gioco Pong.

Non fu immediato.

Ci furono diversi giochi provati da poche persone alle origini del gaming.

Poi i primi tentativi commerciali, che non ottennero troppo successo (mi riferisco alla Magnavox Odyssey, la prima console domestica a essere stata messa sul mercato).

A un certo punto però accadde qualcosa.

Uscì un gioco che portò per la prima volta i videogame alla popolarità, il primo titolo della storia mainstream.

Non solo, da questo videogioco in poi ci fu l’enorme crescita di un’azienda che ha fatto la storia del settore: Atari.




Il gioco di cui sto parlando è il mitico PONG, semplicissimo ma ancora oggi incredibilmente divertente.

Il suo creatore fu Nolan Bushnell, figura già importante nella storia dei Videogiochi per il Computer Space.

Volle provare a fare un videogame per tutti da poter usare in casa e fu il primo ad avere successo!

PS:

Se non conoscete PONG vergognatevi 😀

Sono arrabbiato ma ve lo spiego lo stesso: era una sorta di ping pong (vedi l’immagine qui sopra), con due lineette mobili e un puntino da rispedire dall’altro lato.

Lo scopo era fare una sorta di “goal“, ovvero il puntino doveva superare la linea avversaria.

Solitamente le partite finivano a 10 o 15 “reti”.

Lo sviluppo ulteriore firmato Atari

Tante aziende fallirono ma Atari propose diversi titoli divertenti e originali, così da incrementare il proprio successo.

Firmò alcuni giochi che entrarono nella storia e cambiarono per sempre il mondo dei videogame.

Pensate a Space Invader, un titolo poi riproposto in centinaia se non migliaia di modi, che mise le basi in diversi paesi del mondo per avviare quella che successivamente divenne una vera e propria industria dei videogiochi.

Ecco, Space Invader fu un gioco veramente importante, anche perché presentava degli elementi particolarmente innovativi.

Aveva un sonoro studiato appositamente per aumentare l’ansia e l’andrenalina, una musichetta che entrava in testa e i rumori degli spari e delle esplosioni durante gli attacchi degli alieni.

Da non sottovalutare poi la memorizzazione del punteggio più alto, che portò un sacco di gente a impazzire cercando di superare i record degli altri 😀

Qualche anno dopo arrivarono pure le classifiche con un altro gioco Atari: Asteroids.

Ah, quanti gettoni in sala giochi!

Open World, Open World, Open World

Screenshot di GTA 3.

Il concetto di Open World è un qualcosa di particolarmente affascinante, perché mette insieme libertà, continuità e scoperta.

In effetti in passato i titoli erano per lo più platform o comunque seguivano uno schema ben preciso senza lasciare tante possibilità al giocatore.

Se vogliamo fare un’analisi storica, possiamo dire che la discussione sulle origini del concetto di “Open World” non trova concordi tutti gli esperti.

Già negli anni 80′ ad esempio, possiamo individuare concettualmente l’open word nei primi simulatori di volo, o simulatori spaziali come “Elite” (1984).

Personalmente ritengo che per questioni tanto complesse non sia il caso di trovare un titolo unico e specifico, tuttavia penso che un posto privilegiato nella riflessione debba spettare a “Ultima“, che già nel 1981 tracciò degli elementi “Open World” con Ultima I: The First Age of Darkness.

Negli anni successivi molti titoli d’avventura svilupparono ulteriormente questo “concetto”.

Una menzione speciale, per gli enormi passi avanti verso uno sviluppo più definito dell’Open World, spetta inevitabilmente a Legend of Zelda, che ha contributo su molti fronti a plasmare in modo significativo la storia dei videogiochi.

Riferendoci poi a tempi più recenti, possiamo dire che uno dei primi giochi a instaurare il concetto di “vai dove vuoi e fai quello che vuoi” per come siamo abituati a pensarlo oggi, fu GTA III per PlayStation 2!

Tutto quell’esplorare senza caricamenti intermedi era incredibile, a me non sembrava vero! 😀

Online e conseguenze

Un gamer gioca online.

Se parlassimo oggi con un videogiocatore di età compresa tra i 12 e i 16 anni dicendogli che una volta i videogiochi erano esclusivamente in locale e che per giocare con gli amici avremmo dovuto raggiungerli a casa loro, forse ci prenderebbe per pazzi.

In effetti se pensiamo al modo di videogiocare di oggi e a quello di qualche anno fa le differenze sono abissali.

Grazie all’online infatti è possibile giocare in contemporanea con chiunque in qualsiasi momento.

La connessione internet ha fatto sì che i giochi diventassero dei “Social Games“, unendo al divertimento la possibilità di conoscere persone nuove.

Ricordo ancora come incredibile l’emozione del primo incontro virtuale con giocatori reali, ai tempi dei primissimi modem 56k.

Il mio primo meeting di Ultima Online! 🙂

Già, quella possibilità era una rivoluzione!

A un certo punto nacquero dei giochi pensati esclusivamente per l’online… se non fu un cambiamento epocale questo!

Oggi è davvero raro trovare un gioco esclusivamente in single player, soprattutto se pensiamo che tanti titoli hanno aggiornamenti importanti, DLC e quant’altro, ottenibili soltanto in rete.

L’importanza della trama

Half life, immagine di gioco.

Un’altra importante rivoluzione del mondo dei videogiochi riguarda la caratterizzazione della trama.

Qui è impossibile non citare nuovamente Zelda, con i suoi personaggi, il regno di Hyrule e le vicende alla base dell’avventura.

Fino a quel momento i videogiochi prodotti erano incentrati tutti, bene o male, su gameplay, grafica (per quello che all’epoca poteva garantire) e poco altro.

Con Zelda si iniziava a ragionare in termini di mondo, storie, interpretazione e identificazione.

Da questo punto di vista, molti anni dopo, un gran gioco chiamato Half-life diede enorme importanza alla trama all’interno del genere “sparatutto”.

Fu un momento di sviluppo molto importante per quanto riguarda la narrazione all’interno dei videogame.

Comprendere la trama, carpirne tutti gli aspetti risultava essere la cosa più importante per godersi il titolo… nonostante fosse uno sparatutto costruito a partire dal motore grafico di Quake III!

Insomma, fu un altro gioco che ha segnato la storia.

Giochi per tutti

Videogiochi violenti, un'immagine.

Alcuni videogiochi sono adatti per certe persone, ma non per altre.

Non sempre, nella storia dei videogiochi, questi hanno rappresentato un qualcosa di interessante per tutti.

In particolare, per tanto tempo il gaming è stato visto come un passatempo per bambini e per una nicchia di uomini appassionati di tecnologia: i nerd.

Solo più recentemente, i videogiochi, hanno iniziato a essere utilizzati in modo importante anche dal pubblico femminile e in generale da un ampio “range” di persone.

Oggi sono entrati tra le normali attività svolte da tutti, o quasi… ma non è stato così da sempre e soprattutto non è stato immediato.

Diversi processi hanno contribuito allo sviluppo di questo cambiamento, alcuni squisitamente sociali, altri legati alle proposte dell’industria.

Anche il processo di maturazione che hanno subito i titoli ha fatto cambiare in modo drastico il target di videogiocatori.

Nel corso del tempo queste modificazioni hanno dato vita a tanti titoli e generi, adatti a un pubblico eterogeneo per età e per sesso.

Un primo tentativo di far avvicinare le ragazze e le famiglie ai videogiochi è rappresentato probabilmente da Pac-Man.

Bisogna infatti pensare che a quei tempi gli arcade in particolare erano tendenzialmente violenti, cosa non apprezzata da quel segmento di pubblico.

Probabilmente Pac-Man fu il primo Videogioco “per tutti” della storia: bambini, ragazzi, ragazze, mamme, papà.. e pure nonni, perché no 😀

L’universo videoludico si è completamente modificato effettuando un vero e proprio percorso di crescita che ha accompagnato i gamer di tutto il mondo.

Spero che l’articolo faccia comprendere, almeno a grandi linee, questi punti importanti del processo storico.

Per qualsiasi spunto potete lasciare un commento 🙂

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IISNTmaster è Admin e Digital Strategist di Onikiri. Laurea in Filosofia, lavora da diversi anni nel settore del Web e Social Media Marketing. Nel tempo libero vorrebbe giocare con i videogiochi ma... non ha tempo libero. Il suo gioco preferito di sempre è Ultima Online.
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